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Xylella, C-Entra il futuro: “Emiliano non screditi il lavoro delle istituzioni scientifiche. Occorrono prove”

“Il presidente Emiliano la smetta di sminuire o screditare implicitamente il lavoro sulla Xylella compiuto dalle istituzioni scientifiche, comprese quelle che egli stesso guida, assecondando teorie sfornite di prova scientifica e perciò strampalate. La disputa sulle questioni scientifiche è possibile se chi discute fornisce la prova di ciò che dice. Per sostenere per esempio che i bambini vengono portati dalla cicogna bisogna provarlo, senza prove non si può dire né si può accettare il dibattito, soprattutto se si rappresentano le istituzioni pubbliche”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’intervento del presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, alla presentazione di un libro a Castellana Grotte.

“Negli anni abbiamo subito contestazioni, attacchi e irrisione, solo perché – proseguono – pretendevamo decisioni politiche accordate con la prova scientifica e invocavamo assunzione di responsabilità. Oggi che l’intero patrimonio olivetato del Salento è andato distrutto e il rischio d’espansione del contagio riguarda la Piana degli ulivi monumentali e la provincia di Bari, sentiamo riemergere rivendicazioni del diritto al dubbio, come se la tragedia salentina non sia stata probabilmente favorita proprio da opinioni senza scienza e da dubbi senza prova. Per non ripetere la sceneggiata salentina, ove a tutti, fuorché ai fitopatologi, era consentito somministrare la propria ricetta, fatta di suggestioni parolaie o intrugli magici, è opportuno che le istituzioni non si prestino per calcolo politico a generare confusione nelle persone”, continuano i sei consiglieri.

“Ai rappresentanti politici delle istituzioni tocca invece – dicono – sostenere nel loro lavoro, con chiarezza e senza cerchiobottismo, i ricercatori e i funzionari pubblici, difendendoli dalle aggressioni che subiscono da persone che, orfane di protagonismo politico, oppure alla ricerca di un seggio, si mettono a discettare di materie difficili che non hanno mai studiato. E mentre noi siamo costretti a scrivere queste cose abbastanza ovvie, la realtà dice che l’intero patrimonio olivicolo del Salento è secco, che nessun ‘santone’ è riuscito a curare  gli alberi di sua proprietà, che si attende di vedere estirpate 858 piante infette per difendere la Piana e la provincia di Bari dal contagio e che nessuna ricerca sulle eventuali cure, finanziata dalla Regione e promossa dalle stesse persone che hanno tenuto a lungo il fronte del negazionismo, ha prodotto risultati”, concludono.

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