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Zone economiche speciali, Mennea: “Chiarire l’aspetto finanziario e partire al più presto possibile”

“Il fatto di aver ottenuto in Puglia, al pari della Sicilia, due Zone economiche speciali (Zes) non deve essere motivo di conflittualità. Anzi, ci deve confortare il fatto che una regione, così estesa in lunghezza e con quattro porti di interesse nazionale, possa trovare nella doppia Zes uno strumento di raccordo importante. Teniamo conto anche del fatto che non si tratta di uno strumento di incentivazione generico, ma specifico legato alla portualità regionale e al sistema logistico dei trasporti marittimi. Non è un’opportunità che tutti possono cogliere”.

Lo ha detto Ruggiero Mennea, componente della IV commissione Attività produttive, intervenendo nel dibattito sulle Zes adriatica e ionica, tenutosi oggi nel corso dell’audizione del vicepresidente della Giunta, Antonio Nunziante, e del capo dipartimento Attività produttive, Domenico Laforgia. In particolare, dalle audizioni è emersa la necessità di dare spazio alle proposte dei territori, ma anche una determinazione degli ettari assegnati che tenga effettivamente conto delle potenzialità del territorio stesso.

“Credo – ha proseguito Mennea – che sia stata corretta l’impostazione e vada ottimizzato, come ha spiegato il vicepresidente Nunziante, il contributo dei territori attraverso la messa a bando di una quota Zes. Penso che questa possa essere la scelta migliore per sgomberare il campo da ogni sospetto di uso improprio di questo mezzo, a fini politici o elettoralistici”.

Mennea ha anche affrontato la questione dell’avvio delle Zes, che rischia di vedere in ritardo quella ionica. “Pensare all’avvio delle Zes in modo contemporaneo – ha detto – non credo possa essere un beneficio per la nostra regione, perché laddove c’è una Zes pronta è bene farla partire, mentre si completano le procedure dell’altra. Peraltro quella ionica presenta anche aspetti particolari e una forza maggiore perché include la regione Basilicata”.

L’esponente del Pd ha anche affrontato l’aspetto finanziario. “Esiste – ha sottolineato – una dotazione statale da 50 milioni di euro, finalizzata soprattutto al credito d’imposta. Ma credo non sia sufficiente a rendere attrattiva la Zes. Questo aspetto, relativamente al cofinanziamento da parte di Regione, è stato affrontato? Si è affrontato l’aspetto delle leve fiscali e degli incentivi anche comunali per rendere le Zes attrattive e produttive? Oggi gli imprenditori vogliono regole e tempi certi, nonché semplificazione amministrativa. È questa – ha concluso – la vera sfida delle Zes”.

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