I nuovi dati AGENAS sulle liste d’attesa, aggiornati al 30 settembre 2026, restituiscono un quadro che impone alla Regione Puglia di accelerare sul fronte dell’accessibilità alle cure.
In Puglia, solo il 55,3% delle prime visite specialistiche e il 63,4% degli esami diagnostici viene effettuato entro i tempi previsti. Percentuali in miglioramento rispetto al 2025, ma ancora distanti dai valori nazionali, rispettivamente pari al 78,6% e all’85%.
«Non possiamo accontentarci di qualche punto percentuale in più mentre migliaia di cittadini continuano a fare i conti con attese incompatibili con il diritto alla salute. Quando una visita a

rriva troppo tardi, il problema non è soltanto organizzativo: è sociale, economico e, in alcuni casi, clinico», dichiara Ruggiero Mennea, segretario regionale di Azione Puglia.
Per Azione Puglia, la priorità deve essere una sola: trasformare i numeri in risultati concreti, attraverso una programmazione più efficace delle prestazioni, un utilizzo pieno delle strutture disponibili, il potenziamento dell’offerta sanitaria e un monitoraggio rigoroso dei tempi di attesa.
«Servono obiettivi misurabili, responsabilità chiare e verifiche periodiche. La sanità non può diventare terreno di propaganda: i cittadini hanno bisogno di risposte, non di annunci. Il diritto alle cure deve essere garantito nei tempi appropriati», aggiunge Mennea.
Azione Puglia continuerà a chiedere interventi verificabili e trasparenti, perché il miglioramento delle statistiche abbia finalmente una ricaduta concreta sulla vita delle persone.















